Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre!
Lettera Pastorale per la Quaresima 2026
Joseph Maria Bonnemain Vescovo di Coira
Testi liturgici di riferimento:
Letture della Prima domenica di Quaresima, Anno A
Prima lettura: Seconda lettura: Vangelo:
Gen 2,7-9.3,1-7 Rm 5,12-19
Mt 4,1-11
Questa Lettera Pastorale può essere letta oppure trasmessa con videomessaggio durante tutte le celebrazioni liturgiche della prima domenica di Quaresima,
il 22 febbraio 2026.
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Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse: Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo. Gesù gli rispose: Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai.(Lc 4,5-8)
Cari fratelli e sorelle in Cristo,
ciò che il padre della menzogna affermò allora nel deserto per tentare Gesù corrisponde a molte attitudini e ideologie del nostro tempo. Tali menzogne avvelenano la pace e producono così discordia, guerra e ingiustizia, sofferenza e divisione. Alcuni politici e governanti pensano, agiscono e decidono come se il mondo intero e il creato, le nazioni e i Paesi fossero abbandonati al loro arbitrio, come se fossero loro proprietà. Governano con l’atteggiamento di poter giustificare tutto con la loro volontà. Tali detentori del potere promettono vantaggi a coloro che li lodano, li adulano e approvano il loro assolutismo.
Mi sta particolarmente a cuore, all’inizio di questo tempo quaresimale penitenziale, sottolineare alcuni pensieri di Papa Leone tratti dal suo messaggio di quest’anno per la Giornata Mondiale della Pace:
«Quando trattiamo la pace come un ideale lontano, finiamo per non considerare scandaloso che la si possa negare e che persino si faccia la guerra per raggiungere la pace. Sembrano mancare le idee giuste, le frasi soppesate, la capacità di dire che la pace è vicina. Se la pace non è una realtà sperimentata e da custodire e da coltivare, l’aggressività si diffonde nella vita domestica e in quella pubblica. Nel rapporto fra cittadini e governanti si arriva a considerare una colpa il fatto che non ci si prepari abbastanza alla guerra, a reagire agli attacchi, a rispondere alle violenze. Molto al di là del principio di legittima difesa, sul piano politico tale logica contrappositiva è il dato più attuale in una destabilizzazione planetaria che va assumendo ogni giorno maggiore drammaticità e imprevedibilità. Non a caso, i ripetuti appelli a incrementare le spese militari e le scelte che ne conseguono sono presentati da molti governanti con la giustificazione della pericolosità altrui. Infatti, la forza dissuasiva della potenza, e, in particolare, la deterrenza nucleare, incarnano l’irrazionalità di un rapporto tra popoli basato non sul diritto, sulla giustizia e sulla fiducia, ma sulla paura e sul dominio della forza.»
Diritto, giustizia e fiducia possono nascere e crescere solo se siamo tutti convinti che Dio ci ha affidato il creato affinché lo custodiamo e lo amministriamo con cura. Pro- muoveremo il bene, solo se saremo convinti che Dio ci ha affidato lo sviluppo della storia e la responsabilità di prenderci cura dei nostri fratelli e sorelle. Solo attraverso un atteggiamento di umile adorazione di Dio e di sincero servizio a favore di tutti gli esseri umani possiamo cos- truire un mondo giusto e tendere a una pace duratura.
Il Santo Padre sottolinea inoltre:
«È questo un servizio fondamentale che le religioni devono rendere all’umanità sofferente, vigilando sul crescente tentativo di trasformare in armi persino i pensieri e le parole. Le grandi tradizioni spirituali, così come il retto uso della ragione, ci fanno andare oltre i legami di sangue o etnici, oltre quelle fratellanze che riconoscono solo chi è simile e respingono chi è diverso. Oggi vediamo come questo non sia scontato. Purtroppo, fa sempre più parte del panorama contemporaneo trascinare le parole della fede nel combattimento politico, benedire il nazionalismo e giustificare religiosamente la violenza e la lotta armata. I credenti devono smentire attivamente, anzitutto con la vita, queste forme di blasfemia che oscurano il Nome Santo di Dio. Perciò, insieme all’azione, è più che mai necessario coltivare la preghiera, la spiritualità, il dialogo ecumenico e interreligioso come vie di pace e linguaggi dell’incontro fra tradizioni e culture. In tutto il mondo è auspicabile che ogncomunità diventi una "casa della pace", dove si impara a disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si custodisce il perdono. Oggi più che mai, infatti, occorre mostrare che la pace non è un’utopia, mediante una creatività pastorale attenta e generativa.»
Non dobbiamo scaricare la responsabilità sugli altri. Anche in me e in noi può nascondersi della vanagloria e forse anche un piccolo tiranno.
La Quaresima è un tempo di conversione interiore, di riflessione e di preparazione. Apriamo il nostro cuore senza riserve a Dio e al prossimo. Così il nostro cuore diventerà una casa della pace: una pace che si diffonderà sempre più.
Auguro a tutti di cuore un cammino di Quaresima fruttuoso.
Joseph Maria Bonnemain Vescovo di Coira
Messe
Assemblee e Verbali
VERBALE ASSEMBLEA 31.01.26
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Convocazione Assemblea Ordinaria
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Verbale Ass. Parrocch. Straordinaria 11.08.25
Attività Parrocchiali
GIOVANI NEL CUORE 2026
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CORO DEI BAMBINI 2026
Attività passate
PRESEPE VIVENTE E CONCERTO SALA SINGERS 21.12.21
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PARROCCHIA DEI SANTI GIOVANNI BATTISTA E VITTORE
Calendario delle cebrazioni
Domenica 22 febbraio Prima di Quaresima
Ore 10.00 Collegiata dei Santi Giovanni Battista e Vittore
Martedì 24 febbraio 2026
Ore 17.30 Cappella San Lucio
Def. DORIS, EDGARDO, MASSIMO BERRI
Giovedì 26 febbraio 2026
Ore 17.30 Cappella San Lucio
Domenica 1° marzo Seconda di Quaresima
Ore 10.00 Collegiata dei Santi Giovanni Battista e Vittore
Domenica 8 marzo Terza di Quaresima
Ore 10.00 Collegiata dei Santi Giovanni Battista e Vittore
P. Marco Flecchia:079 620 99 59